Il Leone di Gabriele Di Maulo

The Lion by Gabriele Di Maulo

La medaglia dello scultore Gabriele Di Maulo a soggetto testa di leone, felide riconosciuto simbolo del Lions Club International, riporta l’autore agli esordi di trent’anni fa facendo risaltare la sua maturazione nella conoscenza della tecnica scultorea e medaglistica da attento orafo.

L’oggetto-medaglia ha una storia antichissima appartenendo al mondo della scultura con particolare riferimento al bassorilievo e al bozzetto. Ricordiamo nella “Storia dell’Arte” Antonio di Puccio Pisano detto il Pisanello che è stato uno tra i primi che si è dedicato a questa espressione artistica seguito da Benvenuto Cellini che disegnò e creò medaglie dai bellissimi ritratti. Il gusto della medaglia di diffuse rapidamente fino ai giorni nostri con procedimenti di conio più raffinati sia per commemorare personaggi ed avvenimenti sia per ricordare i molteplici eventi civici. La si considera a tutti gli effetti un’opera di artisti capaci di creare delle emozioni, con il rilievo nei gessi e anche quando la medaglia diventa un manufatto replicato in più esemplari certificati non perde la sua specificità d’oggetto d’arte.

Il leone è un soggetto che Di Maulo ha ben studiato e realizzato con una plasticità realistica in un gesso del 1993 di dimensioni apprezzabili (76 x 36 x 37 cm.) ritraendolo indisturbato nel suo riposo. Il leone è nato dalla volontà di reinterpretare uno dei due celebri Leoni di Antonio Canova collocati davanti alla tomba di Clemente XIII in Vaticano. «In quel periodo — ricorda Di Maulo — andavo molto spesso a Roma, ero attratto dalla scultura monumentale di Canova, e studiavo attraverso l’osservazione della sua opera, la pulizia delle forme neoclassiche, il rapporto tra i piani, la loro scansione ritmica, asimmetrica, oltre al rapporto tra pieni e vuoti».

Sul tema ha sviluppato un “bestiario”. Ricordiamo la testa di toro (2010) e in bronzo patinato la testa di cavallo (1988) ma in catalogo sono riportati soprattutto cani a cominciare dal suo Zar (con dedica sul retro e riproduzione della copia autentica del moschettone del suo guinzaglio), poi un pastore belga soggetto di una medaglia del 2001 (diametro 60 mm.) in bronzo dorato e lucidato, tirata per i tipi dell’incisore Emilio Senesi, quando ancora aveva la sua sede in via Oslavia a Milano. A seguire il cane corso (2000), il cinese carlino e il messicano chihuahua (entrambi del 2015). In questa variegata iconografia riscontriamo il tratto deciso, incisivo e pulito anche nei disegni di: Tigre, Aquile e Alano, realizzati nel 1999, in un aereo gioco delle forme, tra spazi e volumi che si dissolvono.

Il soggetto-leone sarà ripreso nel 2012 in un disegno monocromo seppia su carta bianca avorio quale bozzetto per l’esecuzione di una serigrafia su ceramica (diametro 33 cm. /n. 39) per la collezione I piatti della Charter del Lions Club Seregno-Brianza. Il leone in questa rappresentazione trattiene tutta l’esperienza grafica dei suoi archetipi figurativi, delle sue saghe tematiche con segni volutamente monocromi e con ornati talvolta classicheggianti che personalizzano il suo imprimatur.

Questo suo ultimo gesso per la medaglia commemorativa della 102° Convention del Lions Club International che si svolgerà dal 5 al 9 luglio 2019 a Milano (città in cui fu fondato nel 1951 il primo club Lions italiano) mostra un leone più agguerrito, un magnifico felino con le fauci aperte che esprime tutta la sua forza dominante di “re della foresta” e il suo indiscusso potere. Sul retro sono riprodotti la sagoma del Duomo di Milano ed il simbolo del doppio leone Lions. Vale ricordare che solo tre Convention si sono tenute in Europa: a Nizza, Birmingham e Amburgo e quindi l’appuntamento milanese si colloca tra gli eventi storici che lasceranno il segno sotto l’egida dell’ormai noto motto We serve con l’aspirazione a traguardi sempre più rilevanti.
L’iniziativa è promossa da “Lions Acqua per la Vita Onlus MD 108 Italy”, “Lions Club Seregno AID” e “Lions Club Seregno-Brianza”, con il patrocinio di “Lions Club International – Multidistretto 108 Italy”.


FRANCO CAJANI

 

The medal of the sculptor Gabriele Di Maulo depicts the head of a lion, emblem of the Lions Club International, it brings back the artist at his beginning thirty years ago highlighting his maturity of the knowledge of the sculptural and medallion technique as a attentive goldsmith.

Medal has an ancient history and it is part of sculpture art with particular reference to the bas-relief and the sketch. In "History of Art", Antonio di Puccio Pisano called the Pisanello was one of the first who dedicated himself to this artistic expression followed by Benvenuto Cellini who designed and created medals from beautiful portraits. The interest for the medal rapidly spread to the present day with more refined coinage method to commemorate characters and events and to remember the many institutional events.
It is considered for all purposes an artistical work by artists able to creating emotions, with the relief in the plaster casts and even when the medal becomes a manufactured product replicated in several certified samples it doesn't lose its specificity as an artistical object.

The lion is a theme that Di Maulo studied well and it is realized with a realistic plasticity in a plaster of 1993 of appreciable size (76 x 36 x 37 cm.) depicts in his undisturbed rest. The lion was born from the desire to reinterpret one of the two famous  Antonio Canova's Lions placed in front of the tomb of Clement XIII in the Vatican.  «At that time — recalls Di Maulo — I went to Rome very often, I was attracted to Canova's monumental sculpture, and I studied by the observation of his work, the cleanness of the neoclassical forms, the relationship between the planes, their rhythmic scansion, asymmetrical and the relationship between full and empty spaces».

He developed a "bestiary" on the subject. We remember the bull's head (2010) and the patinated bronze horse's head (1988), but the catalogue contains mainly dogs, starting with his Tsar (with a dedication on the back and reproduction of the authentic copy of the carabiner of his leash), then a Belgian shepherd subject of a 2001 medal (diameter 60 mm.) in gilded and polished bronze, drawn for the types of engraver Emilio Senesi, when he still had his headquarters in Via Oslavia in Milan. Followed by the Corsican dog (2000), the Chinese Pug and the Mexican Chihuahua (both from 2015). In this variegated iconography we find the decisive, incisive and clean line also in the drawings of: Tigers, Eagles and Great Danes, made in 1999, in an airy play of forms, between spaces and volumes that dissolve.

The lion-subject will be reproduced in 2012 in a monochrome sepia drawing on ivory white paper as a sketch for the execution of a silkscreen print on ceramic (diameter 33 cm. / no. 39) for the collection I piatti della Charter of the Lions Club Seregno-Brianza. In this representation, the lion retains all the graphic experience of his figurative archetypes, his thematic sagas with deliberately monochrome signs and sometimes classical ornaments that personalize his imprimatur.

His latest plaster for the commemorative medal at the 102nd Lions Club International Convention, which will take place from July 5-9, 2019 in Milan (the city where the first Italian Lions club was founded in 1951) shows a more aggressive lion, a magnificent feline with open jaws that expresses all his dominant strength as "king of the forest" and his undisputed power. On the back are reproduced the silhouette of the Duomo of Milan and the symbol of the double lion Lions. It is worth remembering that only three Conventions were held in Europe: in Nice, Birmingham and Hamburg and therefore the Milanese event is among the historical events that will leave their mark under the aegis of the now famous motto We serve with the aspiration to increasingly important goals.
The initiative is promoted by "Lions Acqua per la Vita Onlus MD 108 Italy", "Lions Club Seregno AID" and "Lions Club Seregno-Brianza", with the patronage of "Lions Club International - Multiple District 108 Italy".

FRANCO CAJANI